Split payment, rimborsi a ostacoli

Split payment, rimborsi a ostacoli
Stefania Saccone – II Sole 24 Ore – 33
Cresce il numero dei contribuenti alle prese con la gestione dei crediti Iva. E’ l’effetto dell’ampliamento della platea dei contribuenti soggetti allo split payment. Dallo scorso 1°luglio sono infatti interessate anche le società controllate dalla Pa, le società quotate in Borsa e i professionisti. In sostanza, nel terzo trimestre 2017, l’ampliamento dello split payment si traduce in un incremento esponenziale di contribuenti/fornitori che si trovano in posizione creditoria verso l’Erario. Per ridurre l’impatto del meccanismo dello split payment sulla liquidità aziendale, il credito Iva maturato può essere chiesto a rimborso e/o utilizzato in compensazione. In caso di rimborso i fornitori devono verificare se è soddisfatto il requisito dell’aliquota media, ossia se l’aliquota media applicata sugli acquisti/importazioni supera l’aliquota media sulle vendite aumentata del 10%. Chi effettua operazioni in split payment è ammesso al rimborso in via prioritaria nel limite dell’Iva addebitata ad aliquota zero sulle operazioni effettuate nel periodo di riferimento. Accertato l’importo del credito recuperabile, i contribuenti dovranno fare i conti con le nuove soglie.

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