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ipsoa.it Fisco: Split payment, doppio binario per gestire le note di variazione 

Con l’estensione del meccanismo dello split payment disposta dalla Manovra correttiva 2017, i contribuenti che si trovano nella necessità di emettere una nota di variazione IVA dovranno prestare particolare attenzione all’applicazione delle nuove regole. Nel caso in cui la nota di variazione si riferisca a fatture emesse prima dell’applicazione dello split payment, il fornitore avrà diritto a considerare in detrazione l’IVA risultante dalla nota di variazione in diminuzione. Viceversa, qualora la nota di variazione riguardi fatture emesse dopo il 1° luglio 2017, il fornitore dovrà effettuare una doppia annotazione senza che l’operazione determini alcun effetto sulla liquidazione del periodo.
Nell’ambito delle operazioni fatturate in regime di split payment può accadere che, accertati i presupposti di cui all’art. 26, D.P.R. n. 633/1972, il cedente o prestatore si trovi nelle condizioni di dover emettere una nota di variazione per modificare, in aumento o in diminuzione, la base imponibile relativa alla fattura originaria. In tale circostanza, le procedure da seguire sono differenti a seconda che la variazione si riferisca a fatture originariamente emesse prima o dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di scissione dei pagamenti.
Facendo riferimento all’estensione del meccanismo disposto dal D.L. n. 50/2017, sia sul piano dei soggetti destinatari (con l’inclusione dei professionisti, in precedenza esclusi) sia su quello oggettivo (prestazioni e cessioni rese nei confronti di società pubbliche o quotate), la linea di demarcazione temporale è rappresentata dal 1° luglio 2017.

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