Attacco hacker alla Regione Veneto

Attacco hacker alla Regione Veneto. Zaia annuncia ritardi sui risultati: sistema in tilt, ritardi sui dati

Attacco hacker alla Regione Veneto. Zaia annuncia ritardi sui risultati: sistema in tilt, ritardi sui dati
I servizi informatici della Regione Veneto sarebbero sotto un attacco hacker. A comunicarlo è il governatore Luca Zaia, secondo il quale i dati definitivi potrebbero arrivare con qualche ora di ritardo rispetto al previsto: “So che non è facile stare qui in attesa – ha detto ai giornalisti in sala stampa – Avrei preferito uscire con un dato definitivo. Abbiamo tre livelli di sicurezza, gli hacker ne hanno superati due. In questo momento siamo un pò bloccati, telefoniamo ad ogni comune. I dati definitivi immagino li avremmo nel giro di qualche ora”.

Il Veneto ha scelto e ha scelto l’autonomia: dei 4 milioni e 76mila elettori chiamati alle urne, già alle 19 2 milioni si erano recati alle urne, facendo superare il quorum; alle 23, poi, l’affluenza, con i dati di oltre 1/3 dei comuni, ha toccato 59,7%. Un numero importante, se si pensa che nel 2015, quando Luca Zaia, che pur senza intestarsela ha fortemente voluto questa consultazione, fu rieletto presidente della Regione alle urne si recò il 57,6% degli aventi diritto.

È proprio il Governatore, di fronte ai primi dati, è uscito dal suo ufficio a palazzo Balbi, sede della Giunta, per spiegare che «non è un referendum che non serve a nulla, non è una buffonata. Abbiamo passato la soglia del quorum, il Veneto c’è ed è quello che mi piace ricordare stasera. È stata una partita non facile, discussa per settimane e per mesi. Non esiste il partito dell’autonomia, esistono i veneti che si esprimono a favore di questa idea», il commento a caldo.

Da domani, dunque, la Regione Veneto sarà impegnata nel mettere in piedi la trattativa con il governo sulla base dell’Articolo 116 della Costituzione, che, come recita il quesito a cui i veneti hanno risposto oggi nei seggi, permette di chiedere «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia» su 23 materie. Tre, in particolare, sono di competenza esclusiva dello Stato (giustizia di pace, istruzione e tutela dell’ambiente e dei beni culturali) e 20 sono concorrenti (tra cui spiccano il coordinamento della finanza pubblica e tributario). Sul tavolo del presidente Zaia c’è già una delibera quadro che, come aveva spiegato nei giorni scorsi, «è il frutto di un grande lavoro di costituzionalisti ed esperti in materia finanziaria, che rispettando la Costituzione, articolo 116, 117 118 e 119, hanno scritto un progetto per avviare il negoziato».

Altro tema è quello dell’avanzo fiscale, quantificato per il Veneto in 15,5 miliardi, risorse che dovrebbero servire a finanziare le nuove competenze. In ogni caso, aveva detto già stamattina Zaia andando a votare, per primo, nel suo seggio a San Vendemiano, è una «pagina di storia» dopo la quale «il Veneto non sarà più quello di prima». «Abbiamo detto da una vita che vogliamo iniziare questo percorso per l’autonomia, lo facciamo in maniera democratica, legale, coerente con la Costituzione: è giusto che i cittadini, ai quali questa occasione è servita su un piatto d’argento, questa occasione, poi ne approfittino», aveva spiegato il politico leghista, che è stato ascoltato dagli elettori, che fino all’ultimo, tramite Facebook, ha invitato a votare e a sfidare la pioggia con un «ultimo sforzo».

A mettere il cappello sulla consultazione anche il leader della Lega, Matteo Salvini e Forza Italia, con il capogruppo Renato Brunetta che ha rivendicato l’impegno del partito. A esprimere la posizione del Pd, ufficialmente schierato per un ’sì criticò, il segretario regionale Alessandro Bisato. «Il risultato delle urne conferma che la maggioranza dei veneti è favorevole a un maggior grado di autonomia. Per questo motivo, il Partito Democratico ha assecondato la consultazione referendaria, pur consapevole che la Regione avrebbe potuto ottenere già da molti anni deleghe e competenze se solo avesse avviato una contrattazione seria con lo Stato senza buttare risorse pubbliche», ha detto, sottolineando che «ora Zaia non ha più scuse».

Dal Quotidiano Libero del 22/10/2017

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