Asse Sky-Mediaset contro il calcio “spezzatino” della Lega

Asse Sky-Mediaset contro il calcio “spezzatino” della Lega
businessinsider.com   30-09-2017
La Serie A naviga sempre più a vista: senza idee e senza piani per rilanciare il calcio italiano. Anzi, sembra voler fare di tutto per distruggerlo definitivamente. E il fatto che l’asta di inizio giugno per i diritti tv 2018-21 sia andata deserta è un sintomo evidente del malessere che circonda il mondo del pallone.
L’ultima mossa sembra la classica goccia che rischia di far traboccare il vaso: basti pensare che le due storiche rivali della pay-tv, Sky e Mediaset, per la prima volta si muovono a braccetto contro la Lega. D’altra parte alla base dell’inedito sodalizio c’è una motivazione quanto mai decisiva e cruciale per i bilanci delle due società: la gestione del calendario delle partite.
Negli ultimi anni siamo stati abituati a un graduale spacchettamento dell’offerta commerciale del campionato sulla base di precise scelte strategiche dei player in gioco. Un cambiamento che ha portato i club a giocare dal venerdì al lunedì sera, un “calcio spezzatino” sempre più criticato da tifosi e dirigenze. Ma la recente creazione delle finestre temporali del sabato alle 15 e della domenica alle 18, ha fatto perdere la pazienza a Sky e Mediaset: lo stravolgimento, infatti, non era previsto nel bando dei diritti tv 2015/18 per i quali i due broadcaster versano complessivamente 945 milioni di l’anno. Soprattutto, nessuno immaginava che nelle nuove fasce sarebbero finite partite di “cartello”, come Milan-Roma, Milan-Juventus o il derby capitolino, lasciando in prima serata squadre con seguiti minori. Un cambio deciso anche per permettere la trasmissione delle partite online alla neonata piattaforma Eleven Sports Italia.
“Questa distribuzione dei match – si legge nella lettera di diffida inviata dal Biscione ai vertici della Serie A – è pregiudizievole per gli investimenti dei broadcaster, reca un danno enorme al movimento calcistico italiano e soddisfa solo le logiche delle squadre che richiedono orari diversi per la fruizione delle partite all’estero, facilitando altri operatori che operano su piattaforme web e mobile”. Va detto, ad onor di cronaca, che il bando incriminato prevede che la Lega abbia la facoltà di apportare modifiche a propria discrezione “dandone comunicazione ai licenziatari con il massimo anticipo possibile”. Ma è proprio la mole e l’importanza mediatica delle partite in questione a preoccupare i broadcaster.
I destinatari indiretti delle accuse di Sky e Mediaset sono sicuramente Milan e Inter, le cui proprietà cinesi avrebbero spinto ad una modifica del calendario verso orari più pomeridiani per consentire la visione al pubblico asiatico.
Ma per comprendere a fondo le ragioni di questo ridimensionamento bisogna allargare lo sguardo all’intero mercato dei diritti calcistici. Alla vigilia dell’ennesimo tentativo di asta per il triennio 2018/21, infatti, si stanno affacciando al business player non tradizionali e la partita è quanto mai aperta. La Lega vorrebbe incassare 1,4 miliardi di euro, ma le pay tv non vogliono più recitare la parte dei salvatori della patria.
In sostanza Sky e Mediaset sono pronte a investire ancora a patto di poter aver accesso a pacchetti esclusivi o – quanto meno – di elevato pregio. Tradotto: le partite di cartello devono giocarsi nei posticipi serali perché solo in questo modo sarebbero in grado di catturare la massima audience e recuperare parte degli investimenti, oltre che dagli abbonati anche dagli inserzionisti pubblicitari. Di certo un prodotto spacchettato, visibile a prezzi risibili sulle piattaforme web non potrà essere di interesse per le grandi pay tv.
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L’autogol della Lega però è ancora più clamoroso: dopo aver messo in vendita per 200 milioni di euro l’anno i diritti per le trasmissioni online (nel bando andato deserto), per una cifra irrisoria, la Serie A ha aperto le porte del mercato digitale a Eleven Sports Italia, broadcaster del gruppo Aser Media, che debutta con un’offerta che si affianca a quella già presente di Tim. Le due piattaforme trasmetteranno in diretta streaming su pc, tablet e mobile tre match ogni giornata di campionato, a prezzi a dir poco competitivi: €1,99 la singola partita e €3,99 l’intero pacchetto di tre partite. Con quale scansione temporale? Guarda caso il sabato alle 18, il “lunch match” e una partita tra quella delle 15.00 e quella delle 18 della domenica. In questo comunicato ufficiale del 29 agosto 2017 la Lega programmava così anticipi e posticipi del girone di andata.
Forse non proprio il migliore per modi per rivalutare un asset caduto in disgrazia.

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