Ambulatori odontoiatrici, ammesse le società di capitale

Ambulatori odontoiatrici, ammesse le società di capitale
NORME E TRIBUTI
Il Sole 24 Ore
17 AGOSTO 2017

 La professione di odontoiatra ha conosciuto un periodo relativamente lungo di
floridità economica. Ma da alcuni anni la concorrenza è progressivamente
aumentata e i margini si sono molto ridotti: all’abusivismo si sono sommati la
libera circolazione comunitaria, il cosiddetto turismo dentale verso l’est Europa e
l’innalzamento dei requisiti igienico-sanitari fissati per gli ambulatori dalle varie
norme regionali, che aumentano la sicurezza dei pazienti, ma anche i costi di
gestione.
Sono così nate molte strutture societarie (generalmente Srl), alcune tra
professionisti, altre collegate al mondo finanziario-assicurativo, alla cooperazione
e ad altri capitali privati, che hanno sinora operato in un quadro giuridico non
definito, con rischi di opacità.
Il ministero dello Sviluppo economico (nota 415099 del 23/12/2016) ha affermato
che la disciplina delle società tra professionisti (Stp) prevista dall’articolo 10 delle
legge 183/2011 costituisce l’unico ambito in cui è possibile l’esercizio di attività
professionali regolamentate. Pertanto se lo svolgimento dell’attività dentistica
costituisce l’oggetto esclusivo della società, solo la cornice normativa della legge
183/2011 assicura l’equilibrio tra i contrastanti interessi all’efficienza e allo
sviluppo della concorrenza, da una parte ed la tutela dell’affidamento del cliente
dall’altra; contemperamento che verrebbe a mancare, con le parole del ministero
dello Sviluppo economico, ove si ammettesse la possibilità di svolgere le
medesime attività “protette” nella forma di “generiche” società commerciali non
soggette alle garanzie delle Stp.
In questo contesto la legge sulla concorrenza 124/2017 ribadisce, anzitutto,
(articolo 1 comma 153) che l’esercizio dell’attività odontoiatrica resta riservato a
soggetti abilitati secondo la legge 409/85. Sul piano delle forme di esercizio,
accanto all’attività libero professionale (che comprende anche la forma della Stp di
cui alla legge 183/2011), vengono legittimate anche le società operanti nel settore
odontoiatrico, non soggette alle norme sulle Stp e quindi anche interamente di
proprietà di soggetti non professionisti, alla duplice condizione che tali strutture
siano dotate di un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri e che le
prestazioni odontoiatriche siano erogate esclusivamente da soggetti in possesso dei
titoli abilitanti.
Si tratta di un importante principio di tutela della salute pubblica: l’originaria
formulazione del Ddl richiedeva la sola presenza del direttore, senza assicurare che
la presenza di professionisti abilitati.
Nelle strutture polispecialistiche è consentita la presenza di un ambulatorio
odontoiatrico, ma se il direttore sanitario non è un odontoiatra abilitato deve essere
nominato un direttore sanitario responsabile per i servizi odontoiatrici avente i
requisiti di legge.
Il direttore responsabile per i servizi odontoiatrici può operare in una sola struttura:
è sicuramente vietato collaborare con più di una società; è altresì ragionevole
ritenere che se la stessa società gestisce più strutture, per ciascuna di esse debba
essere nominato un distinto direttore responsabile (la legge parla infatti di “struttura”, non di società).
La violazione degli obblighi di legge è sanzionata con la sospensione delle attività
secondo modalità da definire con un decreto del ministero della Salute, da
emanarsi entro novanta giorni dalla entrata in vigore della legge. 
Marcello Tarabusi
Giovanni Trombetta

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