​La Serie A affonda nelle perdite ma al giro di boa del calciomercato ha già “speso” 659 milioni

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La Serie A affonda nelle perdite ma al giro di boa del calciomercato ha già “speso” 659 milioni

Agosto, il mese clou delle vacanze estive italiane: gli uffici chiudono, le città si svuotano, le spiagge si affollano. Televisioni, radio e quotidiani faticano a trovare notizie per riempire palinsesti e pagine. Il termometro continua la sua corsa verso temperature sempre più desertiche. L’Italia, insomma, si ferma sotto l’ombrellone. Chi non si ferma, invece, ma anzi ad agosto entra nel periodo più produttivo e concitato dell’anno sono i dirigenti di società calcistiche e i procuratori di calciatori, che alimentano quello che nei decenni è diventato un business sempre più remunerativo: il Calciomercato.
Cessioni, acquisti, prestiti, budget, fairplay finanziario, clausole di riscatto sono solo alcuni dei termini di un vocabolario una volta di settore, ma ormai entrato nelle conversazioni di tutti coloro che si vogliono improvvisare businessman in costume e infradito. Ma quali sono i numeri della Serie A al giro di boa del calciomercato e ad un mese dalla fine delle contrattazioni?
Analisi delle società italiane (visualizzazione alternativa)
Con 10 nuovi arrivati, tra cui i due prestiti di Kessie (oneroso) e Borini (gratuito), il Milan è la squadra italiana che ha speso di più per ora in questa finestra di mercato, per un totale di 189,5 milioni a fronte dei 23,7 incassati dalla cessione di 6 giocatori. Alla voce “spese” in Europa è secondo solo al Manchester City, che ha investito 240 milioni nella campagna acquisti. E il mercato dei rossoneri, stando alle dichiarazioni dell’ad Marco Fassone e del direttore sportivo, Massimiliano Mirabelli, sembra non essere ancora concluso. Una vera e propria rivoluzione, se si pensa che nelle ultime 4 stagioni la società milanese aveva speso in tutto 174 milioni. Segue a ruota la Juventus, reduce dal sesto campionato vinto consecutivo, che per ora ha destinato al mercato 122 milioni a fronte di 105 incassati. Le società italiane con il bilancio dei trasferimenti migliori sono la Sampdoria, che con le cessioni di Skriniar all’Inter e di Muriel al Siviglia si è assicurata un +23 e il Torino, che con le partenze di Maksimovic e Peres si attesta a +32,8.
Il confronto con l’estero (visualizzazione alternativa)
In confronto agli altri quattro maggiori campionati europei, la Serie A si posiziona al secondo posto alla voce “spese” con 659 milioni di euro investiti, alle spalle della massima lega inglese che sfiora il miliardo. A mischiare le carte in tavola potrebbe, però, arrivare proprio in queste ore l’ufficialità del passaggio di Neymar dal Barcellona al Psg. Con la cifra da capogiro di 222 milioni di euro, corrispondenti alla clausola del contratto del brasiliano, l’affare potrebbe capovolgere le posizioni nel saldo spese/entrate di Liga spagnola e Ligue 1 francese.
I trasferimenti più costosi (visualizzazione alternativa)
La conclusione della trattativa Psg/Barcellona stabilirebbe anche il record di trasferimento più costoso della storia del calcio, scavalcando i 105 milioni spesi per Paul Pogba da parte del Manchester United di Josè Mourinho nella scorsa stagione. Per ora la cessione di Leonardo Bonucci per 42 milioni dalla Juventus al Milan è, invece, il trasferimento più oneroso della finestra di mercato italiana. Un mercato che con l’avvicinarsi delle prime giornate dei massimi campionati (la Serie A inizierà il prossimo 19 agosto con l’anticipo Juventus-Cagliari) ci regalerà ancora tante sorprese.

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