La compensazione del credito IVA trimestrale

La compensazione del credito IVA trimestrale Euroconference News 21-09-17

In alternativa alla richiesta di rimborso, l’articolo 8, comma 3, D.P.R. 542/1999
dispone che il credito IVA trimestrale, se di importo superiore a
2.582,28 euro, può essere utilizzato, in tutto o in parte, in compensazione nel modello F24, purché ricorrano gli stessi presupposti previsti, ai fini del rimborso, dall’articolo 38-bis, comma 2, D.P.R. 633/1972.Laddove, però, il credito IVA che s’intende utilizzare in compensazione “orizzontale” sia d’importo superiore a 5.000,00 euro annui:

  • sul modello TR deve essere apposto il visto di conformità;

Rispetto al passato, quindi, si applica anche ai crediti trimestrali la disciplina del visto di conformità o della sottoscrizione dell’organo di controllo.Alla luce delle disposizioni recate dal D.L. 50/2017, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con la risoluzione 103/E/2017 al fine di fornire chiarimenti in merito alle compensazioni dei crediti infrannuali risultanti dalle istanze IVA TR e ai soggetti abilitati ad apporre il visto di conformità per le compensazioni superiori al limite di 5.000 euro annui.Il documento di prassi ha precisato che:

  • il visto di conformità deve essere apposto sulla dichiarazione o
    sull’istanza da cui emerge il credito al fine di poter utilizzare in
    compensazione il credito IVA annuale o infrannuale per importi “superiori a 5.000 euro annui”;
  • visto di conformità è obbligatorio se l’istanza con cui viene chiesto di poter compensare il credito IVA infrannuale è di importo superiore a 5.000 euro annui, anche quando alla richiesta non faccia seguito alcun effettivo utilizzo in compensazione;
  • laddove sia stato presentato un modello IVA TR con un credito
    chiesto in compensazione di importo superiore a 5.000 euro erroneamente
    senza apposizione del visto, l’utilizzo in misura inferiore a detto limite non ne inficerà la spettanza.
    Va da sé che, nell’eventualità in cui il contribuente decida di
    compensare l’intero ammontare indicato nel modello, potrà farlo previa
    presentazione di un modello IVA TR “integrativo” con il visto di
    conformità, barrando la casella “modifica istanza precedente”;
  • il limite di 5.000 euro “annui” per l’apposizione del visto di conformità va calcolato tenendo conto dei crediti trimestrali chiesti in compensazione nei trimestri precedenti.
    Pertanto, ipotizzando un credito chiesto in compensazione di 3.000 euro
    nel primo trimestre, è possibile chiedere in compensazione nei
    trimestri successivi ulteriori crediti fino a 2.000 euro senza
    l’apposizione del visto di conformità. Se, tuttavia, il credito
    richiesto supera i 2.000 euro, sull’istanza deve essere apposto il
    visto, al di là degli effettivi utilizzi dei crediti in parola;
  • l’importo indicato sull’istanza relativa al 1° trimestre 2017 concorre al limite dei 5.000 euro annui, anche se non utilizzato in compensazione;
  • in merito al soggetto autorizzato all’apposizione del visto di conformità, si osserva che è richiesta l’iscrizione negli albi ivi indicati, ma non il contestuale esercizio della professione in forma di lavoro autonomo.
    In tal senso, è consentita l’apposizione del visto di conformità da
    parte dei responsabili dei CAF – da individuare tra gli iscritti
    nell’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili – anche
    assunti con rapporto di lavoro subordinato;
  • non si ravvisano preclusioni alla trasmissione della dichiarazione – predisposta e vistata dal professionista dipendente della società di servizi – per il tramite dell’abilitazione della medesima società, ove quest’ultima sia inquadrabile fra le società di cui all’articolo 2 del D.M. 18 febbraio 1999. L’onere relativo alla copertura assicurativa di cui all’articolo 22 del decreto può essere sostenuto anche dalla società di servizi.

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