Imu e Tasi, prima rata senza nuovi sconti

Imu e Tasi, prima rata senza nuovi sconti

L’acconto Imu e Tasi scade il 18 giugno (il 16 è sabato). I proprietari di case sono chiamati a fare i conti con le delibere comunali che quasi sempre confermano le aliquote degli anni precedenti. Questa prima rata del 2018 farà verosimilmente confluire nelle casse dei Comuni e dell’Erario una cifra vicina a quella dello scorso anno: poco meno di 10 miliardi, per il 70% riferibili all’Imu sugli ‘altri fabbricati’ (seconde case, negozi, uffici, box auto ecc.). Le aliquote medie applicate agli immobili sono rimaste praticamente ferme dal 2015. Gli sconti sono così rari che, per vederne l’impatto sui dati aggregati, bisognerebbe pubblicare le aliquote medie con tre, quattro o cinque decimali. Il record, a livello di media nazionale, spetta ai fabbricati produttivi. Qui l’asticella del tax rate arriva fino al 9,96 per mille considerando l’Imu e, nelle città che l’hanno istituita, la Tasi. Per questi fabbricati, infatti, il prelievo rimane mediamente elevato anche nei Comuni con meno di 5mila abitanti, dove invece – per le altre tipologie di immobili – tende ad essere sensibilmente più basso rispetto ai grandi centri. L’aliquota Imu massima è pari a 10,6 per mille, con la Tasi si può arrivare a 11,4. (Ved. Anche Italia Oggi: ‘Imu-Tasi, comuni all’incasso’ – pag. 11)


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