Da luglio meglio tracciare l’anticipo di cassa

Da luglio meglio tracciare l’anticipo di cassa

Dal prossimo 1°luglio viene meno la possibilità di pagare in contanti le retribuzioni dei dipendenti. Ciò indipendentemente dal loro ammontare. Oggi vige invece un generico divieto di trasferire somme cash d’importo superiore a 2.999,99 euro. Per le aziende più grandi e strutturate la novità non produce effetti. L’accredito in conto corrente è infatti una modalità tipica con cui i lavoratori ricevono la retribuzione. La norma parla sempre di retribuzione, pertanto, potrebbero restare fuori dalla tracciabilità ad esempio le somme erogate a titolo di anticipo di cassa ai lavoratori che si recano in trasferta. Anche l’Inl nella circolare 2/2018 conferma che il divieto ha come oggetto la sola retribuzione. Tuttavia, se la ratio della norma è quella di tracciare il movimento di denaro a prescindere dal loro ammontare, ritenere che l’operatività della disposizione resti confinata alla sola retribuzione non appare in linea con la sua finalità. Pertanto, a partire dal 1°luglio, è meglio che tutto sia tracciabile compreso l’anticipo di cassa.


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